10 feb 2016

La Biblioteca dei Ragazzi | "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" di Luis Sepulveda



Buon pomeriggio cari lettori..
Oggi vi parlo del terzo numero uscito per la Biblioteca dei ragazzi, che colleziono ormai da un anno.
Vi auguro una buona lettura :)



Titolo: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
Autore: Luis Sepulveda
Editore: Fabbri Centauria
Collana: La Biblioteca dei Ragazzi
Anno: 2015
Numero di pagine: 166

L'autore.
Luis Sepulveda, nato in Cile nel 1949, ha lasciato il suo paese al termine di un'intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l'incarcerazione da parte del regime del generale Pinochet. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, vive attualmente in Spagna, nelle Asturie. Autore di libri di poesia, radio-romanzi e racconti, ha conquistato la scena con Il vecchio che leggeva romanzi d'amore (1989). Altre opere: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996), Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012), Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza (2013), Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà (2015).

Trama.
Dopo essere capitata in una macchia di petrolio nelle acque del Mare del Nord, la gabbiana Kengah atterra in fin di vita sul balcone del gatto Zorba, al quale strappa tre promesse solenni: di non mangiare l'uovo che lei sta per deporre, di averne cura e di insegnare a volare al piccolo che nascerà. Così, alla morte di Kengah, Zorba cova l'uovo e, quando si schiude, accoglie la neonata gabbianella nella buffa e affiatata comunità felina del porto di Amburgo. Ma come può un gatto insegnare a volare? Per mantenere la promessa Zorba dovrà ricorrere all'aiuto di tutti, anche a quello di un uomo. In una storia che ha la grazia di una fiaba e la forza di una parabola, il grande scrittore cileno tocca i temi a lui più cari: l'amore per la natura, la generosità disinteressata e la solidarietà, anche fra "diversi".


"Vola solo chi osa farlo"

Ho letto questa storia una sera di inverno, sotto le coperte, con il mio cucciolo di cane che dormiva accanto a me e ho pianto, tanto, tantissimo.... Ma a questo verremo dopo.

Come potete ben leggere dalla trama, siamo di fronte ad una storia che ha come protagonisti gli animali, animali che parlano, pensavo, agiscono. Animali che conosceremo e apprezzeremo per le loro doti e qualità: ci sarà il gatto colto, il gatto simpatico, quello responsabile. Tutte doti notevoli, che ci si augura possano cogliere anche i più piccoli e riprodurli nella loro vita da adulti. Siamo di fronte ad una favola, che però ha la portata di un grande insegnamento, come è giusto che sia. Io avevo tanto sentito parlare di questo scrittore e delle sue favole apprezzate anche dagli adulti e dopo averlo letto ho capito il perchè.

Il suo stile è lineare, semplice, tipico delle storie destinate ad un pubblico di minori, che non dispiace mai nemmeno ai grandi. La storia raccontata è una storia di amicizia e di promesse, di responsabilità e di amore per il prossimo. Un amore e una cura rivolte anche a chi è "diverso" da noi. Senza pregiudizi, senza timore di avvicinarsi e affezionarsi a chi non rispecchia la nostra natura. La capacità di provare sentimenti puri verso chi non appartiene al nostro mondo quotidiano. Il bisogno di aiutare a far spiccare il volo a chi è a noi molto caro, perchè anche questo significa amare. Dare la libertà a chi amiamo di volare, senza aver paura di lasciare andare lontano. 

Io questa storia l'ho amata moltissimo, è stata moto divertente, istruttiva ma anche commovente. La parte che mi ha spiazzata letteralmente è stata la postfazione dell'autore, non so se sia presente in tutte le versioni pubblicate, nella mia si. Chi l'ha letta e, soprattutto, chi possiede un animale in casa, può comprendere perchè questa parte mi abbia scossa talmente tanto da piangere per tutto il tempo della lettura e anche oltre. Sepulveda racconta del suo gatto nero Zorba, lo stesso Zorba che conosciamo noi attraverso questa bellissima storia, il suo gatto Zorba che lo ha ispirato a scrivere il racconto e che ora non c'è più. Le sue parole, mi commuovono ancora adesso e non penso ci siano altre parole per esprimere i sentimenti che mi ha suscitato, per cui credo che la mia recensione finisce qua, sperando di avervi trasmesso le emozioni e il messaggio d'amore contenute in questa breve storia.

"Zorba rimase a contemplarla 
finchè non seppe se erano gocce di pioggia o lacrime 
ad annebbiare i suoi occhi gialli di gatto nero grande e grosso, 
di gatto buono, di gatto nobile, di gatto del porto."










6 commenti:

  1. Ricordo di averlo letto in una giornata trascorsa al mare, con relativa lacrimuccia finale!

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  2. Non ho mai letto Sepulveda...non sgridarmi però...In una cittadina vicino a dove abito c'è una libreria che l'ha ospitato, se dovesse ricapitare da queste parti andrò a conoscerlo!

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    1. Ahahahah ma no cuore, nemmeno io avevo letto Sepulveda prima di qualche mese fa ;) Sarebbe bello conoscerlo comunque :)

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  3. Ho letto e amato questo libro alcuni anni fa, i suoi personaggi mi sono rimasti nel cuore :)

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